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Bisogna sempre spiegarle le cose ai grandi…

Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante…Bisogna sempre spiegarle le cose ai grandi… Era così che il giovane Antoine de Saint-Exupéry, prima, e il suo Piccolo Principe poi, esprimevano il loro rammarico per il fatto che tutti gli adulti non fossero in grado di riconoscere l’essenza del loro disegno.cappello-piccolo-principe Chi mi conosce lo sa per assuefazione: il Piccolo Principe è uno dei miei libri preferiti e penso che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero avere l’opportunità di accompagnare questo bambino nel suo viaggio in compagnia dell’aviatore francese. Il Piccolo Principe è un libro di metafore incastonate in altre metafore, l’una dentro l’altra come una matrioska, che invitano le nostre menti a riflettere su molteplici aspetti della nostra vita personale ma anche professionale, sentimentale, familiare…

Il Piccolo Principe e l’uomo d’affari

Nel suo viaggio tra i pianeti di una galassia ancora oggi sconosciuta, il Piccolo Principe ha anche la fortuna di incontrare un uomo d’affari, così occupato da non alzare la testa nemmeno all’arrivo del piccolo ospite. Era talmente indaffarato che nemmeno si accorgeva che la sua sigaretta ormai si era esaurita da tempo… ma indaffarato a fare cosa? A contare le stelle.uomo-d-affari-piccolo-principe Sì esatto: cinquecento e un milione seicentoventiduemilasettecentotrentuno erano le stelle che l’uomo d’affari riteneva di possedere, perché come spiegò al Piccolo Principe, nessuno prima di lui aveva mai pensato di possedere le stelle. Ma cosa se ne faceva di tutte queste stelle l’uomo d’affari? Semplice: “le amministro. Le conto e le riconto”, una cosa difficile, ma era “un uomo serio lui”. Come ogni bambino che si rispetti, la curiosità era prerogativa del Piccolo Principe e “perché?” era la sua domanda preferita, tanto banale quanto efficace. Anche la risposta, in questo caso, sembrava essere altrettanto semplice: anche se l’uomo d’affari non poteva cogliere le stelle, poteva depositarle in banca. Scriveva su un pezzetto di carta il numero e poi lo chiudeva a chiave questo pezzetto di carta in un sacchetto.

Ma tu sei utile alle tue stelle?

Vi starete chiedendo cosa centri tutto questo con il mondo digitale: penso sia tutto racchiuso nelle parole finali per nulla dubbiose del Piccolo Principe: “ma tu non sei utile alle stelle”… Ed eccoci al nocciolo della questione a mio avviso: a che pro spesso si ragiona per accumulare ricchezze, incrementare la produttività se poi i risultati li mettiamo in un cassetto?volo-piccolo-principe Ecco sinceramente penso che i social media e il mercato digitale non debbano essere gli strumenti per contare più stelle ma per fare in modo che queste diventino funzionali per l’uomo d’affari. Inutile accumulare ricchezze se poi non vengono condivise, inutile essere la migliore azienda del mondo per fatturato se poi non lo si comunica nel modo giusto, inutile pensare di avere qualcosa che rende unici e differenti dagli altri se non lo si trasmette, inutile possedere un milione e seicentoventiduemilassecentotrentuno stelle se poi non si danno informazioni a chi le guarda… a volte qualche stella in meno ma più luminosa e visibile può dare risultati migliori… D’altronde anche la Stella Polare, da sola, è in grado di orientare i marinai nella notte buia…

Un approccio disincantato per comunicare il digitale

Ecco, penso che la nostra capacità di comunicare la cultura digitale debba a volte passare per lo sguardo disincantato del Piccolo Principe. Nella sua ingenuità ha colto nel segno, ha capito chi aveva di fronte e ha cercato di spiegare all’uomo d’affari quello che stava facendo, senza mostarsi superiore, semplicemente ponendo interrogativi…piccolo-principe-finale Penso che l’approcio del Piccolo Principe sia il migliore per affrontare chi mostra diffidenza verso il mondo digitale: spiegare le cose con disincanto e semplicità come farebbero i bambini può portare a risultati inaspettati. Fare domande, capire il perché delle cose, cercare sempre il lato positivo prima di quello negativi: elementi solo apparentemente banali. Nel mondo di oggi ci si trova, infatti, troppo spesso a lavorare sotto stress, perseguendo sempre il massimo, a volte anche nel minor tempo possibile. Il fatto di essere troppo concentrati su se stessi rischia di far perdere di vista tutte le opportunità che quello che sta intorno a noi può regalarci, cosa che i bambini, invece, non si lasciano mai sfuggire.

Per questo le cose bisogna sempre spiegarle ai grandi…

Simone

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica mi occupo di copywriting, web e social media marketing. Faccio parte dei "folli freelance del web"...