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il successo di facebook narciso

Il successo di Facebook: dove è finito Narciso?

Il 4 febbraio Facebook ha compiuto il suo dodicesimo anno di età. Nonostante gufi vari e uccelli del malaugurio, sostenitori di teorie catastrofistiche sui Social Media, la creatura di Mark Zuckerberg continua ad animare gli smartphone di milioni di persone nel mondo. In molti hanno cercato di trovare una spiegazione al successo ottenuto dalla creatura di Mark formulando ipotesi e teorie che spaziano dal marketing, alla psicologia, alla sociologia fino alla neurosemantica (giusto per dire un nome che suona figo). A mio avviso, non esiste una ragione, ma tante ragioni: si tratta di tanti tasselli che insieme hanno creato un mosaico attraente e attrattivo per persone e aziende. Lasciando da parte gli aspetti di marketing, mi piace pensare che Facebook sia lo specchio di una società molto più anti-narcisistica di quello che si possa pensare

Facebook & Narcisimo o Facebook vs Narcisismo?

Siamo tutti un po’ Narciso, spesso ce lo sentiamo dire: ci piace apparire, questa è la società dell’apparire e non dell’essere, l’importante è mostrare e via dicendo… Sinceramente penso che troppo spesso si caschi nei luoghi comuni. Narciso era un giovane bello e seducente, innamorato di se stesso, troppo. Talmente tanto da non cedere a nessun’altra persona che lo desiderasse ed è proprio questo estremo amore incondizionato per se stesso a essere la causa della sua fine: morire annegato per essersi sporto troppo per vedere la sua immagine riflessa sull’acqua… In realtà penso che di Narciso in molti utenti ve ne sia poco, la realtà è che ci serviamo di Facebook proprio per l’esatto opposto. Selfie e foto rispondono forse più a un desiderio di approvazione che di esibizione, è più una questione di cercare qualcosa piuttosto che mostrare qualcosa...

Facebook, Autosima e una società complessa

Ammettiamolo… Alla maggior parte di noi quando posta una foto o uno stato su Facebook piace ricevere dei Like e dei commenti (suvvia, ammettetelo, siamo tra amici). In una società dove avviene tutto cosi velocemente, dove siamo potenzialmente connessi con tutti ma in realtà spesso ci si trova fisicamente soli, si sta creando quasi un antropologico bisogno di ottenere un riconoscimento social per sentirsi più forti. Come mi hanno sempre insegnato, la verità è sempre nel mezzo: da un lato a tutti piace essere apprezzati, dall’altro non si può e non si deve pensare che siano like o cuoricini a determinare il nostro livello di autostima…Forse sono delle banalità ma questa società è molto meno banale di quello che ci vogliono far credere e per restare a galla l’autostima e il “self esteem” è fondamentale…

Il successo di Facebook gioca molto su questo nuovo desiderio di approvazione social: nulla di male, come sempre, se mantenuto in certi canali… Inutile nascondere che un like e un apprezzamento facciano piacere (saremmo ipocriti a non ammetterlo e altrimenti forse su Facebook non ci staremmo nemmeno) ma come dicono tutti i maggiori esperti: la vita reale è quella che si vive fuori dallo schermo, dove il carattere e l’autostima si costruiscono con sacrifici, gioie e dolori…

Simone

Laureato in Scienze della Comunicazione e Comunicazione Pubblica mi occupo di copywriting, web e social media marketing. Faccio parte dei "folli freelance del web"...

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